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Terapia fisica

TENS

TENS – Transcutaneous Electric Nervous Stimulation – (stimolazione elettrica transcutanea dei nervi) è una delle elettroterapie più comuni in fisioterapia.

E’ un tipo di corrente alternata che usata con determinate frequenze blocca gli impulsi nocicettivi che arriverebbero al cervello facendo percepire dolore.

Si usa a scopi antalgici in varie patologie, neuronali e osteoarticolari, e funziona applicando sulla cute del paziente degli appositi elettrodi che collegati al macchinario generano la corrente alla frequenza adeguata.

Ionoforesi

La ionoforesi permette di trasportare farmaci attraverso la cute utilizzando una corrente continua unidirezionale (Galvanica). Per tale applicazione vengono utilizzati 2 elettrodi: su di uno viene messo il farmaco con ha la stessa polarità dell’elettrodo su cui viene applicato, in tal modo la corrente veicola gli ioni medicamentosi verso l’elettrodo di polo opposto. Gli ioni del farmaco trovano il canale di passaggio attraverso i dotti piliferi e le ghiandole sudoripare. Nel derma profondo parte degli ioni vanno nel circolo capillare mentre la restante parte legandosi alle proteine si accumula in depositi attivi a lenta cessione.

La ionoforesi è controindicata nei soggetti con presenza di pace-maker, mezzi di sintesi metallici, lesioni cutanee, epilessia, ipoestesia cutanea.

Diadinamica

Le correnti diadinamiche sono formate da onde con impulsi unidirezionali e sempre positivi, queste onde si ottengono modificando la corrente elettrica sinusoidale a bassa frequenza e combinandole e modulandole tra loro. Tali correnti furono scoperte nel 1929 da Pierre Bernard. Le diverse combinazioni di impulsi di corrente diadinamiche danno origine a diverse correnti:

-corrente mono fase : sono costituite da impulsi emisinusoidali della durata di 10 msec, seguiti da pause della stessa durata e con la frequenza della corrente di 50 Hz.

-corrente difase : sono composte da impulsi emisinusoidali della durata di 10 msec non seguiti da pause e con la frequenza della corrente di 100 Hz.

-corrente a corto periodo : sono modulate ad ogni secondo e si alternano la corrente monofase e la difase.

-corrente a lungo periodo : sono composte da corrente monofase e la difase che si alternano per un tempo maggiore.;

-corrente sincopata : sono costituite da corrente monofase ad interruzione: per un secondo ed interrotta per un altro secondo o per 2,5 secondi ed interrotta per altri 2,5 secondi.

Gli effetti terapeutici delle correnti diadinamiche sono diversi come effetto analgesico, trofico ed eccitomotorio.

ELETTROTERAPIA

Si definisce elettroterapia l’utilizzo a scopo terapeutico dell’energia elettrica nelle sue varie forme. Essa produce effetti diversi sull’organismo con varie indicazioni cliniche, principalmente eccitomoria, antalgica e veicolante di farmaci.

Le tipologie di correnti utilizzate sono essenzialmente due:

continua (la piu’ impiegata e’ la galvanica )
variabile (termine generico per indicare numerose forme d’onda in cui le diverse conformazioni di lunghezza del’impulso e tempi di pausa si rendono responsabili di differenti effetti terapeutici, con azioni antalgiche, trofiche, eccitomotorie)
Nella pratica clinica possiamo distinguere:

elettroterapia di stimolazione: correnti faradiche, correnti sinusoidali (o di kotz), correnti rettangolari bifasiche a carica bilanciata, correnti esponenziali
elettroterapia antalgica: tens, diadinamiche, interferenziali, continue o galvaniche
elettroterapia veicolante farmaci: ionoforesi, ionoforesi
ELETTROTERAPIA DI STIMOLAZIONE

Lo scopo del trattamento e’ indurre una contrazione muscolare applicando una stimolazione elettrica alla cute sovrastante o nelle vicinanze del muscolo stesso. Le diverse forme d’onda vengono scelte in base alle caratteristiche del muscolo da far contrarre.

Sostanzialmente possiamo distinguere :

un muscolo normoinnervato (da trattare, per esempio, allo scopo di ridurre una ipotrofia da non uso)
un muscolo denervato o parzialmente innervato (da trattare allo scopo di mantenere il trofismo muscolare, in assenza di una contrazione volontaria).
Corrente faradica : si utilizza per la stimolazione del muscolo normoinnervato. Questa corrente nella pratica clinica viene poco utilizzata per la scarsa tollerabilita’ da parte dei pazienti alle intensita’ necessarie per ottenere una buona contrazione muscolare
Correnti sinusoidali ( o di Kotz): si utilizza per la stimolazione del muscolo normoinnervato.
Elettroterapia con onde rettangolari: si utilizza per la stimolazione del muscolo normoinnervato. E’ una tipologia di corrente attualmente molto diffusa sia per la buona tollerabilita’ sia per i risultati ottenuti sul tono-trofismo muscolare.
Correnti esponenziali: si utilizzano per la stimolazione del muscolo denervato o parzialmente innervato.
CONTROINDICAZIONI ALLA ELETTROTERAPIA DI STIMOLAZIONE

Presenza di pace-maker ( o di altre apparecchiature elettromagnetiche impiantate) nella zona immediatamente sottostante la stimolazione)
Lesioni cutanee in sede di applicazione
Presenza in sede di stimolazione: infezioni, infiammazioni, flebiti, tromboflebiti.
ELETTROTERAPIA ANTALGICA

Tens: stimolazione elettrica transcutanea selettiva dei nervi periferici con conseguente riduzione della sintomatologia dolorosa. E’ tra le elettroterapie piu’ utilizzate negli ultimi anni, anche per la semplicita’ e il basso costo delle apparecchiature eroganti.
Correnti diadinamiche: forma di elettroterapia a bassa frequenza (< 100Hz)
Correnti interferenziali: forma di elettroterapia ottenuta dalla interferenza di due correnti sinusoidali di media frequenza
Corrente continua o galvanica: si tratta dell’utilizzazione a scopo esclusivamente antalgico della corrente continua.

Con termoterapia (dal greco θέρμη “calore” e θεραπεία “cura”) o terapia termica si intende il ricorso al calore per scopi terapeutici. Questo termine viene generalmente utilizzato per riferirsi alle terapie che sfruttano il calore con finalità analgesiche o lenitive.
L’effetto diretto della termoterapia è quello di determinare una vasodilatazione che a sua volta ha effetti positivi sulla riattivazione della circolazione sanguigna e del metabolismo, oltre a stimolare l’attività secretoria ghiandolare e la rigenerazione dei vari tessuti. Al calore vengono ricondotti anche incisivi effetti ipotensivi e analgesici.
Il calore riduce la percezione del dolore attraverso diversi meccanismi:
stimola le terminazioni nervose, sensibili alla temperatura, modulando la trasmissione dei segnali dolorosi al cervello;
favorisce la produzione da parte del nostro corpo di sostanze, chiamate endorfine, dotate di attività analgesica.
Il calore induce sia la vasodilatazione, sia la formazione di nuovi vasi a livello del muscolo; questo fa sì che ci sia una maggiore irrorazione dei tessuti e, di conseguenza, una migliore ossigenazione e un maggior apporto di nutrienti. La vasodilatazione favorisce l’eliminazione delle sostanze che si formano nei processi infiammatori e che sono responsabili delle sensazioni dolorose. Il maggior apporto di nutrienti e di ossigeno favorisce il metabolismo energetico delle cellule muscolari, facilitandone il rilassamento e il recupero funzionale.
Il calore, infine, aumenta la fluidità del liquido presente nelle articolazioni ed aumenta l’elasticità del collagene presente nei tendini, nei legamenti e nelle capsule articolari. In questo modo il calore contribuisce a migliorare la mobilità e la flessibilità articolare.
La termoterapia è indicata per il trattamento dei dolori muscolari e delle articolazioni dovuti a diverse cause, quali affaticamento dei muscoli, contratture muscolari, distorsioni e stiramenti, artrite. Può essere indicata per il trattamento dei dolori cronici e occasionali. La termoterapia è anche indicata per il trattamento dei dolori mestruali; rilassando gli strati muscolari più profondi dell’addome, il calore fornisce sollievo dai crampi associati al ciclo mestruale, causati dalle contrazioni della muscolatura uterina. È importante chiedere il parere del medico prima di effettuare la termoterapia in presenza di diabete, problemi di circolazione, malattie cardiache, artrite reumatoide o se si è in gravidanza.
Affinché il trattamento agisca occorre che il calore si diffonda in profondità e, pertanto, è importante che venga applicato sulla parte dolente in maniera costante e prolungata.

La pressoterapia è un massaggio terapeutico che consiste nell’esercitare una pressione esterna sulla zona trattata tramite una specifica apparecchiatura utilizzata per tale scopo. E’ particolarmente utilizzata nel trattamento degli arti inferiori, cioè le zone del corpo che in genere presentano problemi di tipo circolatorio ed è indicata in tutti i casi in cui è indicato anche il massaggio manuale. Questa tecnica contrasta gli edemi e migliora il funzionamento del sistema circolatorio e del sistema linfatico del paziente che vi si sottopone. Tuttavia, è controindicata per coloro che hanno insufficienza cardiaca e arteriosa, vene varicose, lesioni cutanee e per le donne in gravidanza.

Patologie e disturbi in cui si usa la Pressoterapia

Ritenzione idrica, insufficienza circolatoria e venosa, edemi, patologie articolari, inestetismi.

La tecnica della Pressoterapia

Nella pressoterapia è utilizzato uno strumento costituito da gambali che vengono fatti indossare al paziente e che sono divisi in varie sezioni, ciascuna delle quali contiene una camera d’aria, gonfiata per mezzo di speciali pompe. In questo modo, il macchinario provvede letteralmente a strizzare le vene e i tessuti, proprio come se fossero spugne, per mezzo di una serie di compressioni e decompressioni che agiscono positivamente sul sistema linfatico, in modo da favorire l’accumulo dei liquidi verso i reni e quindi verso la loro naturale espulsione. La pressione non viene esercitata contemporaneamente su tutta la superficie coperta dai gambali, ma applicata tramite sequenze centripete che possono variare a seconda della patologia e della parte da trattare. Questo trattamento facilita il drenaggio del liquido interstiziale e attiva la circolazione venosa, in quanto l’ambiente extracellulare viene liberato dalle scorie che le cellule costantemente vi riversano. In genere, la pressoterapia è abbinata ad un ciclo di massaggi che ne potenzia gli effetti. Solitamente, il trattamento prevede 10 sedute da eseguire 2-3 volte la settimana. Benefici della Pressoterapia: Riduzione del senso di pesantezza e tensione degli arti, miglioramento dell’elasticità della cute, miglioramento del sistema circolatorio e linfatico, movimenti più fluidi, sensazione di benessere.

La laserterapia consiste nell’utilizzare per scopo terapeutico gli effetti prodotti dall’energia elettromagnetica generata da due sorgenti di luce laser, con finalità antidolorifiche e antinfiammatorie. Per laserterapia s’intende un’amplificazione della luce attraverso l’emissione stimolata di elettroni. L’obiettivo di questa tecnica non è quello di curare le cause del disturbo, bensì di eliminare il dolore o il fastidio e di permettere alla cellula di recuperare l’equilibrio perso con traumi o usura dei tessuti.

Patologie e disturbi in cui si usa la Laserterapia

Tendiniti, distorsioni, contusioni, artrosi, talloniti, infiammazioni, edemi, ematomi, ulcere, piaghe.

La tecnica della Laserterapia

La laserterapia si basa su effetti fotochimici e fotobiologici nelle cellule e nei tessuti. Il flusso del laser, penetrando nei tessuti, provoca reazioni biochimiche sulla membrana cellulare che inducono diversi effetti, come l’incremento del metabolismo e della vasodilatazione. In pratica, l’energia generata per emissione stimolata dalla sorgente di due luci laser, se applicata a segmenti corporei del paziente, contribuisce ad eliminare o ridurre la patologia in atto, in quanto stimola le cellule, le ricarica e le ripara in caso di situazioni traumatiche o degenerative, riportando la cellula stessa alla normalità. Nel punto di contatto con il laser il paziente non percepisce alcun dolore, soltanto una sensazione di calore, ma occorre fare attenzione per gli occhi, per cui durante l’irradazione è necessario l’uso di occhiali. La laserterapia non presenta rischi, non é invasiva, é indolore, può essere combinata anche con altre terapie e presenta raramente effetti collaterali.

Benefici della Laserterapia

Innalzamento della soglia del dolore, riduzione delle infiammazioni, cicatrizzazione di ulcere e piaghe, riparazione delle lesioni muscolari, aumento del drenaggio linfatico.

Le onde d’urto focali costituiscono una nuova tecnica usata in fisioterapia e considerata non invasiva e molto efficace su determinati tipi di patologie ed in particolare nei casi in cui le terapie farmacologiche non hanno ottenuto successo. Le onde d’urto vengono definite come onde acustiche pulsanti di grande ampiezza, la cui elevata energia può essere convogliata nel punto focale, cioè nel punto della massima concentrazione della sua azione, grazie a puntatori basati sulla zona in cui il paziente riferisce il massimo dolore. Sono controindicate nel caso di infezioni e tumori ossei, gravidanza, portatori di pacemaker, infiltrazioni cortisoniche recenti. Inoltre, si possono avere effetti indesiderati sui tessuti nervosi e vascolari che possono rimanere danneggiati durante il trattamento e quindi questa tecnica non deve essere utilizzara a livello della colonna vertebrale e del torace.

Patologie e disturbi in cui si usano le onde d’urto focali

Fratture, rigidità articolari, calcificazione e ossificazione dei tessuti molli, tendinite, ritardi di consolidamento osseo, lesioni da schiacciamento o da taglio, patologie dei tessuti molli e infiammazioni muscolo-tendinee in generale.

La tecnica delle onde d’urto focali

La terapia consiste nel provocare, a livello di un tessuto o di un organo, impulsi d’elevata intensità, che si trasmettono nell’intima compagine cellulare, stimolando la formazione di vasi sanguigni e la riattivazione dei processi riparativi. Con le onde d’urto focalizzate è possibile regolare esattamente la profondità di penetrazione e concentrare l’energia direttamente sull’area patologica da trattare. Il trattamento può risultare doloroso per il paziente, perchè quando l’onda d’urto va a colpire la zona interessata può scontrarsi con la porzione superficiale dell’osso che è ricca di recettori e sensibile alla stimolazione.

Benefici delle onde d’urto focali

Riduzione della sintomatologia dolorosa, funzione antinfiammatoria, miglioramento della mobilità, stimolazione della vascolarizzazione, riduzione del ricorso al trattamento chirurgico e dell’uso di farmaci, precoce evidenza della risposta positiva, numero molto ridotto dei trattamenti necessari.

La magnetoterapia è una tecnica che utilizza gli effetti di un campo magnetico generato da correnti elettriche allo scopo di accelerare processi riparativi, in particolare ossei, o di realizzare effetti analgesici. Opera principalmente nella regolarizzazione dell’equilibrio elettrochimico della cellula e restaura la corretta permeabilità della membrana cellulare. E’ controindicata nelle donne in gravidanza, nei portatori di pacemaker o protesi acustiche, pazienti con neoplasie o affetti da tubercolosi, diabete giovanile, micosi e malattie virali.

Patologie e disturbi in cui si usa la magnetoterapia

Fratture, ritardi di consolidamento osseo, osteoporosi, artrosi, morbo di Sudeck, infiammazioni degenerative, piaghe da decubito, psoriasi, lesioni da schiacciamento.

La tecnica della magnetoterapia

La magnetoterapia utilizza le onde elettromagnetiche a bassa frequenza e intensità, tali da non provocare un aumento di calore corporeo e per questo motivo può essere utilizzata anche in presenza di sintesi metalliche interne, come protesi all’anca o al ginocchio. Le modificazioni biologiche indotte dai campi magnetici sulle membrane biologiche, sulle cellule e sui vasi sanguigni determinano effetti terapeutici antinfiammatori, di riduzione degli edemi e della ritenzione di liquidi e di stimolo alla riparazione dei tessuti. In base al tipo di sorgente del campo magnetico e del trattamento da eseguire, il fisioterapista potrà avvalersi della magnetoterapia a bassa frequenza, ad alta frequenza e statica. Quest’ultima prevede l’utilizzo di magneti da applicare alla parte da trattare e costituisce la forma di magnetoterapia più semplice. La magnetoterapia è in grado di dimezzare i tempi di guarigione di patologie a carico del sistema scheletrico, ma affinché risulti efficace, le applicazioni devono essere di diverse ore al giorno e vanno ripetute per diverse settimane. Perciò, il trattamento deve prevedere sedute comprese fra 30 e 90 minuti per due volte al giorno, con una pausa di almeno due ore fra l’una e l’altra.

Benefici della magnetoterapia

Attivazione e accelerazione dei processi riparativi, azione antinfiammatoria, antidolorifica, riduzione degli edemi.